Dalla Rivista cartacea LIONS del Distretto, n.2 febbraio 2011: “LIONS CLUBS IN SICILIA: “NAVIGATORI” SI DIVENTA” di Natalia Di Bartolo*

Il titolo di questo articolo sicuramente farà sorridere tutti gli appassionati di romanzi d’avventura di genere marinaresco, dove spesso si legge come il Re di turno desse ordine di imbarcare sui velieri della Regale Flotta i renitenti alla Leva e non solo, inseguendoli e scovandoli nelle taverne e nei luoghi più impensati per imbarcarli verso lontani, perigliosi lidi, o impiegarli  in missioni contro i pirati, senza dar loro certezza del ritorno.

Tempi lontani, situazioni lontane nel tempo…Oggi si naviga ancora, ovviamente; non più a quel modo ed a quel prezzo, ma si naviga. Però, il verbo “navigare” ha oggi una duplice valenza: esso fa anche levare dalla poltrona di casa un manipolo infinito di normalissimi uomini e donne di ogni età, razza e cultura, che, fatti pochi passi, vanno di nuovo a sedersi, ma questa volta davanti ad una tastiera ed un monitor, collegati alla presa di corrente tramite un macchinario apparentemente misterioso.

E’ la schiera immensa dei “navigatori della rete”, i marinai del web, gli ammiragli del linguaggio HTML, i programmatori professionisti e quelli della domenica, i diabolici hackers, odierni “pirati informatici”. I più disparati livelli di conoscenza tecnico-scientifica accompagnano chi si sieda di fronte ad un personal computer, ma “il Mondo” si schiude sempre davanti a chi abbia soltanto saputo applicare la semplice procedura dell’accensione e del collegamento alla “rete”. Un mezzo fantastico!

Il mezzo informatico non va, però, soltanto lodato: è chiaro che esso presenti le più diverse sfaccettature…E qui sta il punto dolente della questione “navigatori (in rete)” in Sicilia, la nostra meravigliosa Terra che ci ha visti nascere e crescere accanto e “nel” mare più bello e ricco di storia del mondo.

Eppure, alcuni siciliani, ancora oggi, non sanno nuotare e temono di affogare in trenta centimetri d’acqua salata, lì dove, soprattutto, ci siano spiagge sabbiose, con fondali perennemente bassi, disperazione dei “nuotatori di scoglio”, anch’essi siciliani, ma abituati fin da piccolissimi a scendere in acqua direttamente con sette, otto metri di profondità sotto i piedi. Sarà ben chiaro, si suppone, da che parte stia chi scriva e che sogni, nei ricordi, il natìo mare di Acitrezza e quello di Brucoli, da una postazione internet in provincia di Agrigento.

Ma cosa fa il “nuotatore di scoglio”, eventualmente posto di fronte ad una natura “sabbiosa” che lo ospiti? Si adatta e gioisce ugualmente dell’impareggiabile bene del Mare. Invece, spesso accade che il “nuotatore (?) di sabbia”, suo opposto conterraneo, si rifiuti di scendere in acqua da uno scoglio scivoloso di muschio, dove, magari, un piccolo granchio, come quello beneaugurante e d’illustri origini numismatiche, che è simbolo del Lions Club Agrigento Chiaramonte, gli pizzichi un piede: puro terrore!

Eppure egli “ha” il “proprio” mare, dovrebbe essere abituato a nuotare: non si può sempre “passeggiare nell’acqua”!

Un problema parallelo si rileva, purtroppo, nella capacità di “navigazione in rete”: tutto sta a vedere quali caratteristiche presentino i due generi di “nuotatori” in veste di “navigatori” sul web. Occorrerebbe un esperto in statistiche, ma chi scrive, sempre secondo i propri, acclarati ed imparziali (!) parametri, così come ritiene che a “nuotatore di scoglio” corrisponda “navigatore in rete intraprendente”, allo stesso modo reputa che a “nuotatore (?) di sabbia” corrisponda “navigatore in rete prevenuto” (sarà una caratteristica del DNA di tali nuotatori (?), che abbondano in alcune zone della nostra meravigliosa Sicilia?).

Costui presenta, infatti, una innata, eccessiva prudenza, nonché, soprattutto, una certezza: quella di “perdersi nelle maglie della rete” e venirne tragicamente ed ineluttabilmente travolto e soffocato. Ahimé! Egli, se interrogato, è capace di tracciare la cronistoria di fatti e misfatti avvenuti alle più disparate vittime del web: questo viene dipinto come un luogo periglioso ed oscuro, pari a dantesca “selva”, popolato da mostri striscianti, da “bugs” voraci più degli scarabei egizi; infetto, per via di virus mortali che dalla tastiera si trasferiscano alle dita di chi scriva, tramutandolo non meno che in un orrendo alieno verde, a squame come un coccodrillo.

Ed insistono e mettono in guardia il neofita! Asseriscono che al figlioletto tredicenne non farebbero mai accostare le mani alla tastiera, perché il web è totalmente diseducativo, pericoloso, osceno, ricco di trabocchetti. Infatti, quando escono, guarda un po’, giusto per la Conviviale Lions di turno, affidando i bambini alla baby-sitter, lasciano sempre il pc (eppure anch’essi lo possiedono!) rigorosamente spento…ignari del fatto che, nove volte su dieci, il pargolo tredicenne, o giù di lì, lasci che la baby-sitter si addormenti sulla poltrona con la sorellina in braccio, lo riaccenda e vada a cercarsi, con estrema, non comune dimestichezza, i siti hard più audaci, con suprema soddisfazione per la marachella compiuta.

I nostri figli e nipoti, infatti, nati insieme o dopo la diffusione capillare del mezzo informatico, potrebbero darci lezioni di navigazione, scrivere tomi di programmazione, manovrare, davanti ai nostri occhi attoniti, giochi elettronici che richiedono l’uso contemporaneo di mani, piedi, occhi, movimento, audacia e prontezza di riflessi.

Essi, perciò, costituiscono, per fortuna, un vivaio ineguagliabile di futuri “navigatori in rete intraprendenti” siciliani.

Certo, sempre nell’ottica dell’”Est modus in rebus”: non si può lasciare totalmente solo un bambino di otto-dieci anni davanti ad un pc acceso e connesso senza, in qualche modo, “orientarlo”, ma non gli si può proibire del tutto l’accesso ad internet! I “nuotatori di scoglio” di cui sopra non nascono sapendo nuotare.

Magari il padre o la madre, a tre-quattro anni, legano loro una corda attorno alla vita, come facevano una volta i pescatori, e li buttano in acqua dalla barca: o nuotano o bevono, ma non affogano di certo…finché diventano perfetti “nuotatori di scoglio”. Allo stesso modo, se si riesca a dare al bambino di otto-dieci anni il giusto approccio non solo all’apparecchiatura, ma soprattutto al mondo della rete e lo si metta in guardia dai pericoli, allora il giovane virgulto, dopo essere diventato un “navigatore in rete responsabile”, avrà tutti i numeri per diventare un “navigatore in rete intraprendente”.

E’ un consiglio che la sottoscritta porge caldamente a tutti i giovani genitori siciliani, Lions e non solo: se siete dei genitori “nuotatori (?) di sabbia”, non scoraggiate vostro figlio a nuotare diversamente da voi! Perché si crede che la rete sia più pericolosa della realtà? Il virtuale più losco ed ingannevole del reale? E’ un equivoco da sfatare! Pure uscendo di casa, sul marciapiede di fronte, esistono le tentazioni; anche uscendo dalla scuola si può dare confidenza mal riposta ad uno sconosciuto con cattive intenzioni.

Il pericolo si nasconde ovunque, anche sotto casa.

A maggior ragione, perfino quello “sotto casa” diventa ancora più “pericolo” se non si avvisi il bambino e non si usino con lui tutti quegli accorgimenti che hanno fatto crescere la nostra e le precedenti e susseguenti generazioni in maniera quanto più possibile “sana” e “protetta”. Sembra, allora, di ripetere le raccomandazioni che occorre dare ai bambini al momento dell’approccio con la rete: un’educazione che si potrebbe definire “speculare”.

Ed i “grandi” che si accostano al computer? Altra “nota dolens”: mai infilare la testa sotto la sabbia come gli struzzi, asserendo che non si sappia mettere un solo dito su quella macchina infernale! Bella scusa, fra l’altro, per non essere coinvolti, nel nostro caso dei Lions,  nell’attività a 360° del proprio Club.

Come sarebbe produttivo se tutti gli Staffs dei Presidenti Siciliani conoscessero almeno i rudimenti dell’uso di un computer in rete! Spesso ci si trincera comodamente dietro un “Mi dispiace, Presidente, ma non mi parlare di computer: non lo sopporto! Non lo so neanche accendere!” e si delega tacitamente (e furbescamente) il prossimo, che sappia mettervi mano, a compiere lavori estenuanti ed a tempo pieno che non gli competono né per ruolo, né per situazioni.

Un Addetto Stampa, in particolare, che asserisca di non conoscere del tutto o di non avere dimestichezza con l’uso del computer, oggi, dovrebbe essere assolutamente inaccettabile!

Eppure, quanti di costoro sono regolarmente scelti nei Lions Clubs Siciliani?

E quanti Componenti dello Staff sanno veramente “usare” il prezioso mezzo informatico e s’impegnano ad utilizzarlo, lavorandovi fattivamente, per il proprio Club? Sono domande scabrose che la scrivente “nuotatrice di scoglio”, anche quale Consorte di  Presidente, si è posta, ultimamente, molto spesso.

“Usare il computer” non significa essere necessariamente un programmatore, ma semplicemente saper gestire un elementare programma automatico di videoscrittura ed uno di fotografia; saper inviare un e-mail corredato di regolari allegati, tenere i contatti per conto del Club con le Riviste Lions, la Stampa, sia cartacea che web, saper “costruire” un comunissimo blog gratuito che, se ben ideato e curato, può diventare un Sito Ufficiale di tutto rispetto per il Club.

Ma non solo a tutela dei singoli individui e dei loro giusti Ruoli all’interno del Club, ma a beneficio di tutto il Club, che, tramite la rete, può dare notizia di sé e delle proprie attività, con un solo “click”, a tutto il mondo e, di rimando, da tutto il mondo riceverne.

Solo i “nuotatori di scoglio” sanno mettere in atto tali indiscutibili potenzialità? Troppo comodo! Che i componenti degli Staffs Lions Siciliani, allora, imparino finalmente tutti ad essere “navigatori in rete intraprendenti”: non lo si nasce, ma lo si diventa e dovrebbe essere un requisito imprescindibile, al momento della loro selezione, considerato anche il fatto che, oggigiorno, di Re che mettano in atto leve obbligatorie, come quelle accennate all’inizio, (per fortuna) non ne esistono più.

Poi, magari, il novello, lodevole “navigatore in rete intraprendente” andrà a rinfrescarsi ugualmente sulla splendida spiaggia del lido Rossello di Realmonte, sotto la stupenda Scala dei Turchi,  ancora da “nuotatore (?) di sabbia” incallito…ma gli verrà ampiamente perdonato da tutti, con un amichevole sorriso, a Lionistica salvaguardia della sacrosanta libertà dell’individuo.

* Addetto Stampa Lions Club Agrigento Chiaramonte

 

A pag.11:

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